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Denuncia contro la chiusura del Teatro Siracusa |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 07 Maggio 2010 09:47 |
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Reggio Calabria - Il teatro Siracusa, progettato nel 1921 in stile liberty dagli ingegneri Barbaro e Canova, e impreziosito con alcuni bassorilievi dello scultore reggino Ezio Roscitano, potrebbe presto chiudere! Tutto ha inizio a causa dei tagli dei finanziamenti pubblici da parte della Regione Calabria, tagli che hanno investito e tranciato, purtroppo, anche le sovvenzioni a favore dell’EDIS, ente gestore del teatro, e che ad oggi non è più in grado di rinnovare il contratto di affitto dello stabile. Una situazione di stallo che perdura dal 31 dicembre 2009, data di scadenza di un affitto del valore di circa 140mila € annui. Il fatto, che si sta perpetrando con la complicità di un imbarazzante silenzio, è di una gravità indescrivibile per la crescita sociale e culturale della nostra città nonché occasione di sviluppo ed opportunità economica e professionale. Il teatro è una delle maggiori forme di espressione artistica dall’alto valore sociale in quanto fattore fondamentale di aggregazione e socializzazione delle varie realtà culturali della nostra città. Uno strumento in grado, quindi di aggregare e soprattutto di diffondere cultura, quella cultura necessaria affinché un Popolo possa consolidare le proprie radici e tradizioni e, forte della propria identità, possa fare della cultura un progetto in grado di creare economia e posti di lavoro. Una città come quale di Reggio Calabria, che per il suo sviluppo economico deve puntare sulla propria vocazione terziaria, deve, infatti, fare del teatro uno degli strumenti più forti per la promozione di attività culturali e commerciali a sostegno e a favore di una crescita di un’economia legata al turismo.
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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 08:39 |
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Solidarietà alle forze dell'ordine dopo l'arresto del boss Tegano |
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Scritto da Administrator
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Martedì 27 Aprile 2010 15:29 |
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Il Coordinamento Provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore esprime la propria soddisfazione per l'arresto del latitante Tegano. Al tempo stesso, scossi per quanto accaduto durante la mattinata, vogliamo esprimere la nostra viva solidarietà alle Forze dell'Ordine mortificate nel loro operato per il quale mettono quotidianamente a rischio la propria stessa vita. La criminalità organizzata, ormai messa al muro dal lavoro certosino che le forze dell'ordine del reggino stanno compiendo in questi ultimi mesi ha, con l'intervento e gli applausi di stamane da parte di parenti e amici degli arrestati, fornito una negativissima immagine della nostra città. La stessa però non è esente da colpe in quanto ancora una volta è stata assente ingiustificata al tributo che invece sarebbe dovuto essere stato riconosciuto agli inquirenti. Per questo motivo la Fiamma Tricolore manifesterà domani mattina davanti agli Uffici della Questura sul Corso Garibaldi per esprimere la propria vicinanza alle Forze dell'Ordine che quotidianamente lottano per liberare la nostra città e la provincia intera dalle grinfie della criminalità.
Reggio Calabria, 27 Aprile 2010 Giuseppe MINNELLA Segretario Provinciale Movimento Sociale Fiamma Tricolore |
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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Aprile 2010 15:35 |
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La Fiamma con il giudice Gratteri |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 30 Aprile 2010 13:32 |
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Reggio Calabria - La Fiamma Tricolore plaude alle dichiarazioni del giudice Gratteri definendo totalmente assurdo e fuori da ogni logica quanto dichiarato ieri dal Ministro La Russa. Le dichiarazioni del Ministro della Difesa ci lasciano esterrefatti riguardo i meriti auto-assunti dal Governo riguardo i risultati della lotta alla criminalità e l'eventuale impiego dell'esercito in Calabria. Dichiarazioni degne del più irresponsabile dei politici e non addirittura di un ministro della Repubblica! Quanto dichiarato ieri rappresenta un vero e proprio insulto a tutti coloro i quali come il giudice Gratteri operano quotidianamente nel buio e hanno sacrificato la propria vita sociale al fine di consegnarci una società pulita e vivibile il più possibile! Il nostro auspicio è che il Ministro faccia non uno ma dieci passi indietro rispetto a quanto ieri dichiarato e si prodighi al fine di fornire alle forze dell'ordine i mezzi necessari a combattere la criminalità organizzata. Ci sorprende come un ministro fatichi a comprendere che la struttura della 'ndrangheta, estremamente diversa dalla Mafia e dalla Camorra, renderebbe vano qualsiasi intervento invasivo dell'esercito. Sarebbe piuttosto utile confrontarsi non con i microfoni dei media ma con i magistrati e chiedere loro di cosa necessitano per lo svolgimento del loro impegno quotidiano.
Reggio Calabria, 30 Aprile 2010 Giuseppe MINNELLA Segretario Provinciale Destra Sociale -Fiamma Tricolore |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Aprile 2010 13:36 |
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Riflessioni controcorrente sulla festa del 25 Aprile. |
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Scritto da Administrator
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Sabato 24 Aprile 2010 11:40 |
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Francamente non ho mai capito cosa ci sia da festeggiare il 25 Aprile: a scuola era una ricorrenza che tutti aspettavamo in quanto rappresentava un giorno di vacanza ma nulla di più. Mai fatto nulla per ricordare una festa derivante da una guerra dalla quale uscivamo sconfitti e umiliati da una parte e traditori dall'altra! Era comunque un giorno di festa e i nostri interrogativi di bambini nascevano e morivano lì quasi subito. In Italia nessuno sente propria questa festa tranne quella parte di mondo politico e istituzionale che da 65 anni specula sulle morti di tanti giovani, padri di famiglia, civili e che su questi morti ha costruito ponti di carta, ne ha umiliato il ricordo, da una parte e dell'altra, e ancora oggi organizza manifestazioni piene zeppe di inutile retorica e prive di qualsivoglia contenuto utile alla riflessione. Il termine "Liberazione" e la data del 25 Aprile hanno ben poco in comune: rappresenta semmai la data in cui l'Italia ha cessato di essere uno Stato sovrano e indipendente (Oltre 100 le basi Usa ancora in Italia). Si può infatti definire "libero" un paese che liberato dai tedeschi viene occupato da americani, inglesi, francesi, australiani, neozelandesi, indiani financhè marocchini? Ad una occupazione ne è seguita un'altra: e se le cose fossero andate diversamente, ovvero i tedeschi avessero miracolosamente rigettato a mare fino all'ultimo soldato alleato oggi festeggeremmo un'altra liberazione ma di segno opposto? Il nostro giudizio muterebbe ben poco. Il nostro è un Paese molto strano in cui gli oltre 20 milioni di tesserati al partito fascista, costretti o meno, scompaiono tanto velocemente quanto il centinaio di migliaia di partigiani diviene dieci volte tanto dal 25 al 30 Aprile 1945.
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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Aprile 2010 15:35 |
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