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Cari Camerati, è da pochi giorni terminata una campagna elettorale estremamente dura e provante per noi pochi ultimi rimasti a difendere questo movimento, la nostra storia e quella fatta dal sacrificio di tanti altri camerati che prima di noi hanno pagato un caro prezzo e a volte con la stessa vita. Una campagna elettorale che forse ci ha visto meno impegnati di altre volte in quanto tanta è stata la fatica e le energie consumate per la presentazione delle liste di Reggio e Vibo, della relativa raccolta firme, degli adempimenti burocratici e quanto altro pesato sulle spalle di una manciata di ragazzi. La stessa manciata di ragazzi che senza risorse hanno dovuto fronteggiare un esercito di candidati fortissimi tra sindaci, assessori e consiglieri comunali di Reggio e dei comuni della provincia, segno questo di un inesistente ricambio nella classe politica calabrese e reggina. Con le energie residue possedute abbiamo quindi cercato di fare il possibile e per questo non dobbiamo essere dispiaciuti del risultato ottenuto. Un lavoro comunque immane che senza di voi non sarebbe potuto mai essere completato e che ci fa sentire grandi al sol pensiero che ciò che abbiamo fatto noi in un partito come il PDL lo fanno centinaia di persone con risorse sterminate! Un lavoro che ci è costato interi giorni di rinuncia al lavoro, agli studi, alle ore di sonno che scarseggiavano tremendamente.
Cari Camerati abbiate coscienza e siate fieri del fatto che siamo noi gli ultimi rimasti di una politica vecchio stampo, di quella sincera, senza soldi, tra mille sacrifici e difficoltà ma con un'aggravante: nei decenni scorsi in queste condizioni erano più o meno tutti i partiti, oggi ci siamo rimasti solo noi! Ciò rende ancora più grande la nostra opera e per questo, a prescindere dal risultato, noi oggi abbiamo vinto ancora. Non basta alzare il braccio destro e tenderlo al cielo, non basta avere la Fiamma nel cuore e votare magari per partiti e politici d'altri lidi, non basta far chiacchiere e dire soltanto di essere fascisti. Questo è quanto sentiamo quotidianamente da tanti concittadini. No! Noi siamo diversi: siamo rimasti in questa città gli ultimi eredi di una grande IDEA, di un sogno che per essere abbattuto ha visto coalizzarsi tutto il male del mondo, il capitalismo ed il comunismo, la mafia e la massoneria. Siamo gli ultimi a resistere, saremo gli ultimi ad abdicare solo se il destino ci costringerà a farlo, saremo gli unici a non tradire mai e a cercare con ogni mezzo l'affermazione della nostra Sacra Idea! Quanti oggi possono dire ciò? Nessuno! Noi siamo rimasti uomini liberi, noi siamo la Fiamma Tricolore! Nonostante il risultato che ai più appare scadente, siate fieri del lavoro che abbiamo svolto con le inesistenti risorse che abbiamo speso, siate fieri di esser stati protagonisti di una sfida impari, siate fieri di aver consentito la presenza di quella Fiamma sulla scheda che altrimenti quei pochi nostri fidatissimi elettori non avrebbero potuto tracciare con la matita. Il loro è un ringraziamento silenzioso perchè consentite a questa gente di essere ancora libera e di votare: più volte ho infatti affermato, e se un giorno capiterà lo farò, che quando arriverà il triste momento in cui la nostra Fiamma non sarà più sulla scheda, possa essere questo giorno lontano e non venir mai, io terminerò in quella data di essere elettore di questo paese. Siate fieri di tutto ciò come lo sono oggi io di voi! Anche la sera di giovedi in Piazza Duomo abbiamo dimostrato agli altri la nostra forza che non primeggerà dal punto di vista elettorale ma che di certo non ha avversari in quanto a passione, orgoglio, entusiasmo nello sventolare quella nostra ardente Fiamma che ci riempie il cuore di emozioni! Cari Amici, Camerati, Compagni di lotta e di avventura possa rendervi felici il fatto che anche il Duce sarebbe oggi fiero di tutti voi! Da lassù, ne sono certo, ci guarda e ci protegge. Grazie Camerati, grazie da parte di tutti coloro che, grazie a Voi, hanno potuto votare ancora la Fiamma Tricolore. Mai un passo indietro: Fiamma Avanti! - Peppe Minnella
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