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Migranti: le offese di Larosa (Prc), lo stile di Belcastro PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 03 Luglio 2009 21:34

Fiamma scontro rifondazioneReggio Calabria - A seguito del comunicato stampa inviato nella giornata del 2 luglio agli organi di informazione riguardante la situazione dei migranti a Caulonia del segretario e dirigente provinciale Claudio Belcastro si è registrata la veemente protesta del segretario provinciale di Rifondazione Comunista Antonio Larosa che non ha lesinato offese e la solita filastrocca del pensiero ottocentesco e comunista (Leggi sotto). All'offensivo comunicato del sig. Larosa la Fiamma ha risposto con lo stile che più si rifà ai propri dirigenti e Claudio Belcastro in particolare. Proponiamo dunque lo scambio di battute avvenuto tra il 2 e 3 luglio.

La replica di Claudio Belcastro:

Egr. Dott. Larosa,

ogni uomo ha una storia alle proprie spalle e lei che è ancora giovane commette errore di inesperienza nel non conoscere, offendendo per altro, l’interlocutore che tanto attacca. Parlare e scrivere di migranti, lanciare accuse di razzismo è facile stando seduti dietro ad una scrivania. Io ho più volte invitato, e colgo l’occasione per farlo con Lei, a venire e constatare con i propri occhi quanto io affermo! Visto il nostro (di fiamma) diverso stile di interloquire sarà mio piacere accompagnarla.
Il sottoscritto è stato egli stesso un immigrato costretto ad abbandonare la città natale e lavorare per 40 anni in quel di Torino nel periodo in cui forse i suoi genitori nemmeno si conoscevano. Noi per primi abbiamo subito l’onta razzista del nord: il calabrese era odiato, i suoi modi di fare disturbavano la gente del luogo, in alcuni bar nemmeno ti facevano avvicinare ed affittare un appartamento, o meglio buco zozzo e lurido, non era impresa facile! Non c’era nessuno ad usarti “politica di accoglienza” molto più diffuso il “calcio nel sedere”.


Vede, la nostra politica, che facciamo per passione al contrario di molti suoi colleghi che hanno l’interesse come promotore delle azioni proprie, è trasparente e spesso non usiamo mezze misure anche perché di guadagnare voti ben poco ci importa.
A me che ho 60 anni d’età e 40 di immigrazione sulle spalle dà quindi sinceramente fastidio essere considerato rozzo, razzista etc. da chi nemmeno mi conosce.
Pare che in Italia sia diventato ormai di moda accusare di razzismo chiunque non vada verso la vostra direzione che io vedo, e mi corregga laddove sbaglio, speculativa e priva di interesse umano!

Il sunto del mio pensiero è semplice e avrebbe potuto coglierlo anche lei se non si fosse fermato al solito copione comunista del “razzismo becero”, “destra conservatrice”,  etc. Qui non c’è nessun leghista analfabeta a dire che “ce l’ha duro” c’è solo il sottoscritto, è quindi possibile evitare lo scontro ideologico vecchio degli anni ’70 o quello “gossip” moderno.
Le domando e spero mi voglia rispondere:
E’ razzismo constatare che non c’è la possibilità concreta di attuare accoglienza in Calabria, in quanto, per esempio, la disoccupazione giovanile sfiora il 50% e non siamo in grado di offrire lavoro a questi disperati che sono COSTRETTI, io non dico lo facciano per volontà, ad accattonaggio e prostituzione?
Siete consci del fatto che la nostra regione non abbia opportunità di sbocco lavorativo per queste persone e che quando finiti i fondi diventeranno tutti dei senzatetto?
E’ razzismo vedere famiglie di Caulonia che non hanno i soldi per il pane, e sono diverse caro Larosa (!!), e poi concedere agli immigrati bonus di spesa?
E’ razzismo constatare che le famiglie calabresi, e qui non intendo entrare nel merito politico della vicenda, debbano pagare il ticket per le prestazioni sanitarie e gli immigrati no?
Si certo che lo è: è razzismo contro la gente calabrese e di Caulonia! E’ razzismo praticato dagli amministratori  però e non dal sottoscritto. E sulla buona fede di questi ultimi avremmo tanto da ridire…
Se la nostra regione può invece offrire davvero accoglienza, al contrario di quanto noi affermiamo, perché per esempio non viene risolta la questione di Rosarno?
Caro Larosa la verità è che non siamo capaci non solo di far vivere degnamente i nostri figli, ma non abbiamo la possibilità concreta di far vivere una vita degna di essere chiamata tale a questi disperati facendoli spesso cadere nelle grinfie di qualche signorotto che offre lavoro irregolare e sottopagato o nell’illegalità per potersi mantenere.
Vogliamo continuare a far vivere quelle persone come bestie? Ecco vede caro Larosa la nostra risposta è no e a questo gioco al massacro dei poveri noi non intendiamo partecipare!
Voi difendete il diritto dell’immigrato a vivere come un rifiuto derelitto, noi difendiamo la dignità dell’immigrato a vivere come un essere umano. Ecco la differenza sul tema che ci divide, altro che razzismo!
Spero che adesso la sua eventuale replica consista in qualcosa di concreto e meno offensivo, non nella propaganda che ho avuto modo di leggere.

Cordiali Saluti
Claudio Belcastro

 Questo il "discutibile" messaggio del rifondarolo Larosa:

Semplicemente inaccettabili, oltre la decenza politica e intellettuale. Le parole contro i migranti accolti a Caulonia e contro le relative determinazioni del Comune jonico, pronunciate da Claudio Belcastro – segretario Fiamma Tricolore di Caulonia-Roccella, hanno tali venature di stampo razzista che sembra quasi impossibile appartengano al dibattito politico di oggi. Siamo dinanzi a pura violenza intellettuale e verbale, un risentimento anti-migranti che è letteralmente fuori dalla civiltà democratica. 
L’equazione migrante-accattonaggio-prostituzione, che Belcastro avanza chiaramente nel suo intervento, è intollerabile dal punto di vista etico-politico e disonesto da quello della realtà effettuale: basterebbe leggere i dati di alcune ricerche giornalistiche degne di questo nome, che dimostrano l’importanza dei migranti nell’economia e nella società italiane; basterebbe verificare empiricamente, anche nei comuni della Locride e della provincia di Reggio Calabria, quanta incidenza ha il lavoro dei migranti o il loro inserimento nel vissuto quotidiano delle nostre comunità.
Sulle accuse (risibili) al Comune di Caulonia, risponderanno evidentemente gli amministratori locali della cittadina jonica. Ci preme, però, sottolineare ulteriormente la rozzezza della riflessione di Belcastro, laddove considera un sacrilegio concedere ai cittadini stranieri regolarmente residenti il diritto di voto (una battaglia di stampo europeo, che abbraccia trasversalmente culture politiche di estrazione varia) e laddove critica pesantemente i fondi pubblici acquisiti dal Comune per accogliere i migranti e integrarli nel tessuto socio-economico (da quando un Comune può essere accusato di partecipare ad un bando pubblico che destina risorse ad uno scopo specifico?). A dimostrazione, una volta ancora, che sulla condizione dei migranti si misura il discrimine fra conservazione e progresso, fra destra e sinistra, si gioca il futuro della democrazia del nostro paese, con forze di governo che criminalizzano il migrante in quanto tale (si veda l’ultimo scellerato decreto-sicurezza del Ministro Maroni) e partiti politici che lucrano su una sporca quanto pericolosa “guerra fra poveri” (scaricare i costi della crisi economica e occupazionale– prodotta dall’avidità strutturale del capitalismo e non frutto di una mera casualità – sui migranti, opponendo i lavoratori italiani a quelli stranieri, i migranti regolari a quelli irregolari, ecc.)
A Caulonia, come noto, il PRC è risolutamente collocato all’opposizione dell’Amministrazione Ammendolìa, e non ha mancato di criticare alcune incongruenze e alcune forzature verificatesi nel progetto SPRAR (il progetto di accoglienza finanziato con fondi governativi). Ma essere all’opposizione non significa disprezzare qualunque azione e/o proposta provenga dalla maggioranza, significa lavorare comunque per il bene dell’Ente e per lo sviluppo della comunità: da qui l’approvazione convinta, da parte nostra, delle proposte inerenti la Consulta e il diritto di voto dei migranti. Che Belcastro non capisca e strumentalizzi l’opposizione presente in Consiglio, è una sua inutile quanto scorretta speculazione.
Nei prossimi giorni e settimane, insieme ad altre forze democratiche che si renderanno disponibili, lanceremo una campagna anti-razzista che preveda – sulla scorta di quanto fatto anche a Caulonia – l’integrazione dei migranti nella politica e nelle istituzioni locali. Sarà anche questa la risposta migliore da offrire al razzismo e alla rozzezza di tanta parte della politica odierna.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Luglio 2009 21:53
 
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