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Minnella sulla politica di "accoglienza" della Regione Calabria PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 24 Giugno 2009 10:37
ImmigratiNei giorni scorsi sono arrivati alla Calabria i complimenti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per la politica di accoglienza nei confronti degli extra-comunitari attuata dalla nostra regione tanto da indicarla come esempio per l’intero paese in un momento in cui le politiche del Governo sembrano andare nella direzione opposta.
Accoglienza sincera, solidarietà verso i più deboli? “Si, buonanotte!” per usare una delle espressioni di sberleffo tanto care ai ben più noti, rispetto al sottoscritto, Rizzo e Stella nei loro libri anti-casta.
Chissà se l’Alto Commissario dellUnhcr è a conoscenza dei cospicui contributi che in tal modo i comuni percepiscono nelle loro casse: uno strumento per rimpinguare le tasche, pubbliche e non, di chi specula sulle sofferenze altrui. Merito del Fondo Europeo per i rifugiati e della legge 189/2002 che istituisce il Fondo nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo.

Poco meno di un anno fa criticando il suo collega di Lampedusa il sindaco di Riace, Domenico Lucano affermava: “Si all’accoglienza no al filo spinato”. Su questo siamo d’accordo ci mancherebbe! Emulando la politica dell’accoglienza (riassumiamo dignitosamente e molto più verosimilmente il termine in “speculazione”) del comune di Badolato si dimenticò di enunciare i finanziamenti ricevuti come i 112.114,35 euro che il comune oggi da lui diretto ricevette nel 2003 o i 163.000, ovvero il costo del progetto finanziato per il biennio 2009/2010 dal suddetto fondo avendo una capacità ricettiva di appena 15 immigrati. (fonti consultabili online: http://www.meltingpot.org/articolo7464.html - www.serviziocentrale.it)

Non solo! Chi richiede il riconoscimento dello status di “rifugiato” può ottenere se richiesti, e i comuni sono tenuti a fornirglieli, fonte ministero dell’Interno, i seguenti benefici per prima assistenza: sostentamento proprio, dei propri famigliari, salute e cure mediche; sostegno allo studio; integrazione all’attività lavorativa.

In Svizzera ciò non sarebbe un problema di certo! Chissà cosa ne pensano però  i giovani della Locride che più di ogni altra parte della regione sono costretti ad emigrare. Saremmo contenti di chiedere questo ai sindaci e al sig. Loiero oppure ancora, nell’ambito della mutualità tra i popoli, potremmo offrire ospitalità in cambio di assistenza sanitaria per i cittadini calabresi in Nigeria piuttosto che in Etiopia vista la distruzione sistematica del settore avvenuta durante i cinque anni di gestione di codesta giunta regionale.
Gettino la maschera tali signori, schiavisti veri e propri fatti passare per benefattori dei poveri! Dia ospitalità nella propria villa il sig. Loiero o risolva il problema di Rosarno anziché fare passerelle con la complicità dei sindaci locridei ormai veri e propri feudatari dei comuni da loro gestiti ad uso privatistico, ciò consentito dallo scarso interesse e conoscenza della popolazione verso le azioni della politica regionale e locale che favorisce così la  mano libera di opportunisti e sfruttatori della povera gente!

Reggio Calabria, 24 Giugno 2009
Giuseppe Minnella
Coordinatore Regionale - MSI -Fiamma Tricolore
Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Giugno 2009 10:45
 
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