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Disgustose! È l’unico termine che mi viene in mente leggendo le reazioni che in molti ha suscitato la presenza del Movimento Sociale Fiamma Tricolore alla manifestazione antimafia di qualche giorno fa effettuata su spinta del giornale “quotidiano della Calabria”. Io sono completamente basito ed incredulo perché ho notato con dispiacere che ormai è cosa comune a molti soggetti, alcune dei quali molto discutibili, la tendenza o propensione d'animo ad attribuire, o peggio ancora,"vendere" e/o "svendere" patenti di legalità, di moralità, di etica e di giustizia a chiunque. Questo atteggiamento, però, oltre a fare sfoggio di un'ignoranza incredibile e di lacune culturali abbastanza rilevanti travestite astutamente (ma non troppo) da saccenteria e superiorità a dir poco stucchevoli e patetiche, è anche inconcepibile perché oggi se c’è un partito al quale non è proprio possibile dispensare patenti di etica e di legalità è proprio il partito della Fiamma con i suoi militanti, anche perché oggi, autunno 2010, tutti i partiti, da destra a sinistra, sono finiti, chi più chi meno, nell’occhio del ciclone per questioni di corruzione, cattiva gestione della cosa pubblica, mafia e tanto altro ancora. Addirittura peggiori sono coloro che, durante il corso del tempo, sia oggi che in passato, hanno, finanche, strumentalizzato e continuano a strumentalizzare situazioni dalle quali, ormai mi viene da pensare, hanno cercato e forse cercano ancora solo di trarre un vantaggio personale. Tutto ciò non riguarda la Fiamma con i suoi militanti, partito che ha fatto della coerenza e della fedeltà ai propri valori il punto cardine della propria storia e che per questi non è mai scesa a compromessi di sorta.
Mi viene da chiedermi, innanzitutto, come sia possibile che – in merito ad una manifestazione come questa, realizzata per la maggior parte da gente onesta e sincera che ha marciato per esprimere concetti carichi di significato e di sentimento – si preferisca accusare e denigrare, offendere e calunniare, e, peggio, fare falsa e cattiva informazione, senza tra l'altro coinvolgere i diretti interessati. Mi sarà concesso di affermare, con la consapevolezza dei mezzi che il Buon Dio mi ha fornito, che certi signori, molti dei quali magari si definiscono falsamente "amici", prima di denunciare la nostra presunta ignoranza farebbero cosa buona e giusta a riconoscere la propria di ignoranza e i propri limiti culturali ed intellettuali che, ahimè, visto quello che leggo, sono davvero tanti. Se permettete, io che modestamente sono “UNO SPORCO FASCISTA" vorrei replicare ad alcuni di coloro che si apprestano a diventare i "nuovi" professionisti dell'antimafia e della legalità: nuovi perché ogni anno ne esce sempre uno in più; alcuni, addirittura, fino ad un anno fa, io non li ho mai visti in una piazza.
Il Governo Mussolini nel 1925 emanò una legge molto famosa ed importante con la quale vietò le associazioni segrete e mise al bando la massoneria. Questo comportò, come conseguenza logica e diretta, la fuga in Inghilterra, in Francia e negli Stati Uniti dei maestri della massoneria e degli altri confratelli per sfuggire alle persecuzioni fasciste attuate evidentemente contro chi aveva in mente una gestione elitaria e di interesse delle immense risorse della nostra nazione (nostra ?) a discapito del benessere collettivo. Purtroppo mafiosi e massoni, dopo aver stipulato il loro perverso accordo i cui frutti si vedono purtroppo ancora oggi e più nefasti che mai, sono tornati per far crollare l'Italia nel momento di maggiore debolezza a causa della guerra. Ci sono, ahimè, riusciti, e la nostra Italia è praticamente diventata ciò che nei loro oscuri progetti sarebbe dovuta diventare: una colonia anglo-americana senza alcuna dignità. Basti al riguardo, ricordare le parole di Churchill nel periodo immediatamente successivo alla guerra. Vedete, persino un uomo dalla alta ed indiscutibile statura morale come Giovanni Falcone – che non era fascista, ma che non può essere certamente paragonato a molti di coloro che in questi giorni si stanno spendendo in aspre critiche su diverse piattaforme come Facebook, che è la più usata, inorridendosi alla nostra presenza alla manifestazione di qualche giorno fa e che si accendono, pertanto, di uno sterile e becero antifascismo mostrando mancanze e lacune storico- culturali esilaranti per non dire comiche – ebbe ad elogiare l'immensa e unica opera di Cesare Mori, l'uomo di Mussolini che nel giro di qualche anno, con l'appoggio incondizionato e assoluto del Duce stesso, sconfisse la Mafia! E come lo fece? Arrestando e condannando criminali di vario genere, confiscando beni e colpendo gli interessi economici, ricreando il tessuto sociale e industriale siciliano per riconsegnarlo alla gente onesta fedele allo Stato. Cesare Mori, inoltre, si fece promotore di un programma culturale innovativo volto a spingere tutti sia ad abbandonare l'omertà ed a denunciare i mafiosi e di corrotti che ad opporsi alla mafia in tutte le sue sfaccettature, dal modo di pensare al modo di agire mafioso. Mussolini gli diede ampio appoggio in tutto quello che fece tanto da farlo diventare senatore del Regno! A noi basta questo per dire che la Reggio Fascista, come è stata chiamata in questi giorni, può benissimo rivendicare con orgoglio, naturalezza e senso dell'onore, un propria posizione da protagonista assoluta nell'ambito della lotta al fenomeno mafioso (e ai poteri occulti in generale) e il diritto di stare in piazza senza, però, negare a nessun'altro, anche a chi si è messo in mostra solo da poco e per differenti motivi, la possibilità di agire concretamente e di poter far sentire la propria voce. Saremmo altrimenti antidemocratici, essendo invece, consapevoli che oggi chi nega libertà e verità, molto spesso, sono proprio coloro che nel loro nome dicono di battersi. Un vero paradosso. E io devo leggere che la mafia nasce dal fascismo? Che la mafia usa metodi fascisti? Che la mafia si definisce di destra? Ma qua stiamo superando i limiti! Siamo al delirio totale! Come si fa a dire simili assurdità? Ma, prima di parlare, ascoltate almeno quello che dicono Nicola Gratteri, Vincenzo Macrì e tutti gli altri...? La mafia sta con il potere, con chi gli garantisce interessi e ricchezza: destra, sinistra centro, non ha ideologie, neppure semplici ideali. E non sono io a dirlo. Ma certamente non è fascista. Anzi! Qualcuno di voi conosce i professori del meridionalismo e le loro tesi, come Nicola Zitara che era socialista e non fascista? La mafia in origine era contadina e comunista, tanto è vero che si creò una spiccata anima antifascista in Sicilia nella mafia, al fine di contrastare l'opera di Cesare Mori e riportare la situazione allo stato precedente all’opera del prefetto di ferro (Mori). Tanti sindaci comunisti sono stati eletti con i voti della mafia e non sono io a dirlo! Poi c'è stata una rivoluzione culturale interna alla mafia, e la mafia si è imborghesita allargando i propri interessi al mondo bancario, finanziario ed industriale. Ma i primi mafiosi erano comunisti o, al massimo, socialisti, non certamente fascisti. Fascisti non lo sono mai stati.
Perché la mafia è l'esatto opposto del fascismo, della concezione di Stato, di società e di uomo che il fascismo propugnava. Basti pensare alla realizzazione dello Stato etico, sociale e nazionale del lavoro che non tollerava la presenza al suo interno di nessun altro potere, occulto e non, che, in concorrenza con lo stato, potesse in qualche modo ad esso sostituirsi. Basti pensare all’idea di Stato corporativo che, nell’ottica della cooperazione e del rispetto della dignità suprema dell’uomo-lavoratore, ha visto la creazione delle corporazioni con l’obiettivo si superare il vecchio e triste contrasto tra classi sociali propugnato dall’idea comunista, per approdare all’idea del rispetto reciproco perché tutti siamo sullo stesso piano e perché il lavoro ha più dignità del capitale. Progetto conclusosi con la socializzazione in Repubblica sociale, idea che propugnava la partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa, ai consigli di amministrazione tramite propri rappresentanti non sindacalisti e alle gestione dell’impresa stessa (cogestione): questo è nient’altro che l’articolo, purtroppo ancora imperfetto, 46 della Costituzione, un articolo ripreso dalla CIGL dopo quello che è successo tanti anni fa. In poche parole questa è la famosa Terza Via, alternativa sia alla destra che alla sinistra, sia al liberal-capitalismo che al comunismo. Per cui smettiamola di prenderci in giro con polemiche assurde, con falsità e con calunnie. Il fascismo è altro e i fascisti sono stati gli unici ad aver combattuto seriamente la mafia ottenendo preziosi risultati senza precedenti, andati poi purtroppo in fumo per via di quello che è successo. Fare un paragone è assolutamente pazzesco. La violenza cui si accenna tanto facilmente, allargandola a situazioni paradossali e facendola diventare una caratteristica esclusiva, sono felice di affermare, è un “modus agendi” che riguarda il genere umano nella sua generalità: ci vogliamo ricordare o n o della violenza dei comunisti nel biennio rosso o, in senso molto più ampio, della violenza generale sempre dei comunisti che, considerando i vari regimi in cui si sono espressi (non c’è, infatti solo Stalin, i dittatori comunisti sono molti di più), hanno causato un qualcosa come circa 50 milioni di morti? Ci vogliamo ricordare di tutte le rivoluzioni o rivolte democratiche, come quella francese per esempio, e di quanti morti hanno provocato nella storia? Voglio concludere con qualche altra riflessione. Io rivendico con tutte le mie forza la scritta "boia chi molla" perché dietro questa scritta si nasconde un mondo di lotte, di sangue e di sacrificio. Non siamo estremisti né degli ignoranti come qualcuno ha sostenuto. Mi dispiace ma sotto lo striscione c'ero anche io e anche se il termine "ignoranti" è stato usato in modo generale, è ovvio che si riferiva a noi e a me. E io non sono ignorante, purtroppo per chi mi ha accusato di esserlo. E non sono neanche un delinquente in quanto "neo-camerata", come certi sostengono. Semmai è proprio il contrario. Certo che è davvero vergognoso accusare proprio noi di essere delinquenti. O mamma, che bassezza culturale e che disonestà intellettuale. Noi che rifiutiamo ogni forma di corruzione e appoggio mafioso a differenza di molti loschi figuri che militano in partiti, cui chi oggi ci attacca è vicino o, addirittura, ci milita. Basti ricordare lo scandalo in Abruzzo, la politica e il governo vergognosi della Calabria degli ultimi anni, fatta di interesse e di potere. Probabilmente l’ignoranza sta altrove, altrimenti non si spiegherebbe lo stato pietoso e deprimente di questa colonia italica senza dignità e onore. E forse, anzi sicuramente, l’ignorante vero è chi ha attribuito a noi questa offesa, che va avanti da troppo tempo ormai. Ho dovuto, addirittura leggere espressioni come razzismo, xenofobia, tentata ricostituzione del disciolto partito fascista, finalità antidemocratiche. Per chi si definisce molto spesso mio amico, e dice di rispettarmi, ma mi offende, seppur indirettamente, cosi pubblicamente, posso solo dire che mi dispiace per loro, ma li capisco. La verità rende liberi: oggi, però, la verità è cosa rara, e sono ancora più rari gli uomini liberi. Mi dispiace per tutti gli altri. “Alcuni di questi”, nel Gennaio scorso hanno contattato me personalmente al fine di chiedere la mia presenza per la costituzione del comitato “NO MAFIA DAY - Rosarno 23/01/2010” e la partecipazione della Fiamma Tricolore alla suddetta manifestazione. Chi mi ha contattato, tra i promotori dell’iniziativa, sapeva benissimo chi e cosa fossi, sapeva benissimo chi e cosa fossero i militanti della Fiamma, ma li voleva ugualmente. Perché siamo stati invitati? Perché in quella manifestazione tutto andava bene, persino la presenza dei “fascisti”? C’erano altri interessi dietro per caso? Altri fini, magari personali? In ogni caso, a me non interessa nulla, quale che sia la verità, non voglio accusare nessuno, non mi interessa, io sto in pace con la mia coscienza e questo mi basta. Auguro a tutti buona fortuna, ma lasciate la Fiamma fuori da queste polemiche perché a noi del “politichese”, dei giochetti opportunistici d’interesse, delle polemiche sterili ed inconcludenti non interessa assolutamente nulla. Noi siamo altro. Il fascismo è altro. La Fiamma Tricolore è altro.
Luigi Iacopino - Dipartimento Nazionale Antimafia MSI - Fiamma Tricolore |