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Assemblea Destra Reggina - Il documento politico PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 03 Luglio 2010 12:46

Assemblea DestraReggio Calabria - Si è svolta in data 30 maggio l'assemblea organizzata dalla Fiamma Tricolore e allargata a tutto l'entourage della Destra di Reggio Calabria. Riproponiamo sul nostro sito internet il documento politico presentato nella mattinata e letto ai presenti. Per informazioni e chiarimenti potrete scrivere al nostro indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. -

DOCUMENTO POLITICO
PREMESSA

Le ultime elezioni regionali sono state importanti per capire il contesto storico-sociale che stiamo vivendo e, a fronte di questo, qual è il reale stato e quali possono essere le prospettive del nostro partito Fiamma Tricolore e della destra sociale/nazionalpopolare/radicale tutta.
Da uomini responsabili nei confronti di un'Idea che vogliamo concretamente continuare a difendere e portare avanti, dobbiamo avere, in questa analisi, un approccio duro e risoluto nonchè un atteggiamento veramente serio e affatto superficiale o distorto da vari umori personali, perchè se noi e tutta la destra in generale stiamo vivendo un oggi molto difficile questo non significa che non possiamo crearci ed avere un dignitoso domani. Fatta salva questa premessa è doveroso da parte nostra esaminare le tre grosse evidenze scaturite dai risultati elettorali dell'ultima competizione regionale e che potranno e dovranno essere successivamente oggetto di dibattito in questa ed atre sedi. Dalle stesse si evince che:

 

- Il PDL e la Lega Nord, nonostante i primi siano in gran parte un'accozzaglia di tecnocrati e contenitore di personaggi che vanno dal politico navigato e capace alla soubrette televisiva e i secondi degli ottimi illusionisti ma popolari, si confermano in avanzata, sintomo che la sinistra sia social-democratica che comunista non riescono più ad attecchire nemmeno negli strati più disagiati del popolo italiano. Una crisi questa sia di identità storica ed ideologica, sia di credibilità dopo i disastri dei governi Prodi (1996 e 2006);

- Nonostante l'avanzata del duo Pdl/Lega, il primo partito degli italiani è quello degli astensionisti, di fatto circa il 40% dell'intero elettorato che ha preferito scegliere di non delegare a nessun uomo  ed a nessun partito il potere di rappresentanza. Da questo ne deriva innanzitutto che il bipartitismo sognato da Berlusconi e non solo, anticamera di una possibile terza Repubblica, è una formula tutt'altro che vincente ma evidentemente ed ampiamente bocciata dagli italiani. Astensionismo che va ancora letto come dichiarata mancanza di fiducia del popolo italiano nei confronti di uomini, sempre gli stessi, che da troppi anni sono sul palcoscenico di una politica italiana incapace di rinnovare la propria classe dirigente:

- Mentre piccoli partiti sia dell'ex centro-destra, sia dell'ex centro-sinistra, per contrastare sia l'onda d'urto dei due colossi PDL e PD che gli elevati sbarramenti elettorali, si riunificano, anche senza uno straccio di comuni esperienze politico-ideologiche con la creazione di cartelli elettorali che hanno ottenuto apprezzabili risultati, la destra, radicale, sociale, chiamiamola come ci pare, non solo continua a lavorare divisa ma addirittura non è riuscita a presentare liste in gran parte delle regioni italiane.
Questo mette in evidenza una profonda crisi nel mondo della destra italiana, al contrario di quanto invece accade da ormai diversi anni in Europa; crisi dovuta non all'assenza di spazio politico che è sicuramente presente ed aggredibile ad ogni livello elettorale, ma una crisi dovuta all'assenza di programmi, di personalità capaci, di un minimo di logica tanto che odi e rancori sono i sentimenti che caratterizzano oggi il "cameratismo”. Tutto ciò ha mandato in frantumi le migliori forze e realtà militanti e le migliori menti si sono ritirate a vita privata o hanno pensato bene di cercar fortuna in altri ambienti.
La politica d'oggi è una politica fatta di clientelismo, sterminate risorse finanziarie, poca o inesistente militanza, distribuzione di prebende; la nostra politica, quella dell'impegno per i più deboli, del presidio in piazza, dei comizi, del giornalino o dei volantini, della raccolta firme etc.. non esiste più o perlomeno riveste un ruolo estremamente marginale. L'hanno volutamente strozzata e soppiantata dalla politica fatta con i soldi, con l'acquisto dei voti e della persona umana vista come "mezzo di scambio". Nella politica di oggi tutto è acquistabile in nome di un ormai divenuto sacrosanto "berlusconismo" in cui tutto si può comprare, tutto ha un prezzo: anche il posto in paradiso! I partiti sono infatti ormai diventati solo ed esclusivamente dei comitati elettorali dove barattare la disperazione sociale del cittadino per delle molliche utili a mantenere un potere sempre più consolidato e rivolto alle fortune di lobbies economiche, mafiose e massoniche.
A tutto ciò va aggiunto che oggi la politica è sempre più svilita dai tanti scandali, mercimoni, loschi affari che non appartengono al nostro ambiente e che, al contrario di qualsiasi altro paese del mondo, anzichè dare un vantaggio alle nostre file (si guardi alla Francia dove il Front National ha in 10 mesi raddoppiato i propri consensi) aumentano quelle dell'astensionismo.

Un'Area disintegrata

L'ambiente della Destra radicale storicamente, dal dopoguerra ad oggi, è sempre stato lacerato da divisioni interne frutto principalmente di una mancata capacità di sereno confronto fra le varie sfumature di una pur sempre comunque unica Idea. Oggi questa disgregazione ha raggiunto livelli veramente intollerabili perchè se negli anni '70 le divisioni erano figlie di accese ed importanti questioni politiche e strategiche (che comunque non alteravano l'unità di una comunità politicamente divisa ma umanamente unita), oggi i motivi sono i più banali e disparati.
L'incapacità di dibattito interno ha impedito in tutti questi anni una crescita umana e culturale della nostra area che si è divisa in mille recinti. Centinaia di sigle costernano la cosiddetta "Area", nessuna rappresentativa ma tutte orgogliosissime di una propria peculiare identità spesso coincidente solo con il suo leader più che con un progetto serio sostenuto da un'ampia comunità militante. Questo clima fatto di "ducismo" e deficienza politica ha tanto avvelenato tutto l'ambiente della destra che anche quella solidarietà tra camerati, fortissima durante gli anni '70 e '80 e che teneva unità una comunità al di là delle distinte sigle, è andata persa. Occorre dunque recuperare la consapevolezza di essere tutti sfaccettature di una complessa unicità e che bisogna lavorare per affermare non la singola, parziale e insufficiente particolarità, ma la totalità di un'Idea e di un Progetto.

Perchè il nostro NO al PDL?

La nostra federazione si è opposta all'ingresso della Fiamma nel PDL - Eccone spiegati i motivi:
Il nostro è un NO risoluto all'ingresso nel PDL a prescindere dai termini nei quali questa fusione dovrebbe e potrebbe avvenire. Il PDL non è un progetto politico definito tanto è vero che la sua identità politico-culturale coincide perfettamente con il suo leader Silvio Berlusconi, personaggio che per la sua storia e per la sua cultura non è minimamente conciliabile con la nostra visione della società e dell'economica. Non vi è dunque nessun punto di incontro nè programmatico nè dottrinario a meno che qualcuno non dimostri come l'idea di Stato Nazionale del Lavoro si possa conciliare con una tradizione liberal-capitalista. Si potrebbe avanzare allora l'ipotesi che l'ingresso nel PDL sia un ingresso di convenienza strategica per poter finalmente solcare anche noi da protagonisti la scena della politica italiana e poter affermare così parte dei nostri progetti. Ma questa è solo e soltanto una pia illusione frutto di un pressapochismo politico purtroppo non nuovo ai dirigenti della destra radicale post-missina (non solo della Fiamma dunque).
Abbiamo infatti visto come il PDL sia un contenitore trita-opinioni nel momento in cui qualcuno vorrebbe solamente denunciare uno status quo che vessa gli strati sociali del Popolo, in modo tale che quest'ultimo venga sempre tenuto sulla corda del bisogno e sul limbo dell'ignoranza anestetizzato a tal punto da non essere in grado di prender coscienza delle truffe che vengono perpetrate a suo danno. Considerando quindi l'essenza e le dinamiche del PDL che voce può avere all'interno il piccolo missino?
E' evidente quindi che un nostro ingresso nel PDL se da un lato può sortire l'effetto di un atteggiamento buonista e revisionista nei confronti del Fascismo-Storia, sicuramente significherebbe l'impossibilità di coltivare, diffondere e continuare il Fascismo-Idea: ovvero una resa senza condizioni!

Cosa fare dunque?

Ecco che l'alternativa non può non essere un progetto unitario: urge la formulazione di un percorso serio che possa unificare tutte le anime grandi e piccole della destra. Progetto questo che deve essere esteticamente rinnovato: basta fiamme e richiami ad un passato che purtroppo non ha trovato grandi fortune. Se il progetto rimane sempre lo stesso, ovvero concezione spirituale della vita e Stato Nazionale del lavoro, questo deve essere portato avanti con un volto nuovo e moderno, in grado di dialogare più facilmente con la gente. Se dunque una rivisitazione sull'estremismo esteriore è auspicabile e forse necessaria, la nostra battaglia ha comunque bisogno di messaggi radicali! L'Italia ha infatti bisogno, e la Lega nè è un esempio, di gente risoluta che ha il coraggio di denunciare con forza il malessere sociale del paese!

Nell'Italia attuale invece il nostro ambiente non riesce ad opporre un'alternativa seria, valida, credibile soprattutto. Eppure siamo i pochi a cui sulla credibilità, onestà, coerenza gli italiani non possono muovere alcun appunto.
E' dunque vero che la semplificazione del palcoscenico politico italiano non lascia spazio alcuno alla nostra area e a quella dei partiti ideologici concentrandosi sempre più verso i grandi contenitori PDL, UDC, IDV, PD e LEGA?
Se guardiamo al solo dato elettorale la risposta potrebbe apparire affermativa ma affinchè essa sia verosimile e applicabile alla realtà non dovremmo tener conto di quella porzione di italiani (quasi la metà ormai!) che non va più a votare in quanto libera, nauseata dalla politica, indifferente, ignorante. Sono infatti diverse le categorie contenute nelle fila dell’astensionismo: non tutti infatti non si recano alle urne in quanto non credono più all'attuale politica; molti non vi si recano in quanto totalmente disinteressati e indifferenti a chi gestisce le loro vite.
Voglio comunque credere, e sicuramente è così, che la gran parte non va più a votare in quanto non riconosce alla politica attuale alcuna capacità di cambiamento del sistema paese e della classe dirigenziale dello stesso.

Tale analisi risulterebbe però incompleta se non considerassimo nella quota astensionismo i tantissimi nostri camerati che non si recano più alle urne in quanto disorientati dalla capacità di scindere l'atomo della nostra area e dei movimenti politici che la rappresentano.

Ad ogni tentativo di "riunione" infatti, l'ultimo avvenuto alle politiche del 2008 tra La Destra e Fiamma Tricolore, si registra un significativo miglioramento del dato squisitamente elettorale, nonostante si riesca a coinvolgere e convincere una parte molto piccola dell'elettorato d'area che è ben conscio del fatto che all'indomani delle elezioni ognuno sarà di nuovo per conto suo. Basta vedere cosa accadde dopo il buon risultato delle politiche del 2008 dove nonostante la parabola berlusconiana sul "voto utile" si arrivò ad un dignitoso 2,4% su base nazionale. E ciò senza riunire un bel niente se non una modestissima parte degli uomini facenti riferimento al nostro pensiero.

E' ora di agire!

Signori! Guardiamoci negli occhi!
Nella nostra città scomparsa la Fiamma Tricolore, nonostante gli insignificanti dati elettorali da essa realizzati,  non esisterà più alcun movimento di destra, fascista, neo-fascista, chiamiamolo come ci pare, pronto a testimoniare 65 anni di lotta politica, di sacrificio economico, morale, spirituale e a volte anche a costo della vita di tanti nostri camerati uccisi. Quali colpe dobbiamo pagare noi giovani per essere costretti a celebrare questo funerale in quelli che invece dovrebbero essere gli anni più attivi e spregiudicati della nostra vita?
E' dunque mai possibile che la città dei "Boia chi Molla" veda tutti noi mollare? Arrenderci senza nemmeno lottare? Decidere a priori di non contare nulla e diventare i lacchè di chi ha voti, potere e soldi al fine di elemosinare un osso alla loro mensa?
La nostra politica deve guardare al futuro, non deve rimanere ancorata al passato, ma dello stesso dobbiamo conservare il nostro credo, i valori, le tradizioni che sono e sono stati, come diceva Almirante, la bandiera della nostra vita!

Se oggi siamo qui è perchè siamo convinti che le nostre idee siano invece ancora valide e vogliamo offrire a voi e noi stessi un'ulteriore possibilità convinti che tutti assieme si possa far rinascere un ambiente che c'è, è vivo e più numeroso di quanto ognuno di noi possa solamente immaginare!
Mettiamo sul piatto altri sacrifici, altro duro lavoro fisico e mentale, come abbiamo fatto fino ad oggi,  al sol fine di rappresentare i sempre meno nostri elettori che con stoica fedeltà tracciano un simbolo carico di fatiche per esser presentato.
Vogliamo ancora una volta, l'ultima forse, tentare di ricompattare un ambiente grande nella nostra città ma diviso da personalismi, antipatie, smanie di grandezza e inutili servilismi. Vogliamo poter dire domani di averci provato noi manciata di giovani, vogliamo non aver rimpianti e dire di aver fatto tutto financhè all'impossibile!
Non porteremo nessuno sotto le nostre bandiere, non abbiamo tale velleità e nemmeno il diritto di fare ciò, ma vogliamo, ed è necessario una volta per tutte, stare tutti sotto la stessa casa, lo stesso tetto.

E se questo dovesse risultare l'ennesimo buco nell'acqua di un ambiente sordo e cieco, se questa dovesse rimanere l'ennesima iniziativa finita male, sappiate che fino a che le forze ce lo consentiranno tutti vedranno ancora per molti anni quella Fiamma sulla scheda: con sempre meno voti  forse ma con sempre più orgoglio di essere gli ultimi testimoni di una comunità nata con eroi e morta con vigliacchi!
E siccome non vogliamo essere i becchini delle "idee che mossero il mondo" crediamo sia assolutamente necessario creare un coordinamento comune che possa iniziare sin da domani a lavorare e farci affrontare due importantissimi appuntamenti come le prossime elezioni comunali e provinciali; un coordinamento che veda tutti noi impegnati nella realizzazione di questo progetto mettendo da parte personalismi e squallidi calcoli elettorali profondendo ogni sforzo al fine dell'elezione di nostri rappresentanti all'interno delle istituzioni.

Rieleggendo di nuovo la nostra gente potremo far scoccare quella scintilla che darà di nuovo fiducia al nostro elettorato; operando concretamente a favore dei cittadini dimostrando il nostro impegno e la nostra diversità rispetto a coloro si rivelano solo ed esclusivamente dei parassiti potremo dare dimostrazione che il "tanto siete tutti uguali" è il più sbagliato dei luoghi comuni. Pertanto coloro i quali saranno chiamati a svolgere un ruolo amministrativo dovranno dimostrare la massima trasparenza verso i propri camerati prima ed elettori poi: l'elezione infatti non è infatti che un punto di partenza verso un altro traguardo: quello della realizzazione e messa in campo delle nostre Idee, quello della differenziazione rispetto ad una classe politica che da 65 anni parassita le vite degli Italiani.

Camerati, se è vero che ad ogni notte segue il giorno è tempo di iniziare una nuova alba oppure restremo per sempre inghiottiti nell'oscurità.

 

"UN'IDEA È AL TRAMONTO QUANTO NON TROVA PIÙ NESSUNO CAPACE DI DIFENDERLA."
      - BENITO MUSSOLINI-

 SCARICA IL DOCUMENTO POLITICO - CLICCA QUI 

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Luglio 2010 13:21
 
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