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Attentato alla Procura Generale. Reggio: Anno nuovo, vita vecchia! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 03 Gennaio 2010 20:23
Attentato PGReggio Calabria - Ogni inizio d’anno, come buono auspicio per il futuro, comunemente si è soliti ripetere il vecchio detto “anno nuovo vita nuova”. Di buoni e nuovi propositi per il 2010 certamente ve ne sono numerosi, ma altrettanto numerosi sono i cattivi propositi. E, purtroppo, anche le cose vecchie, anzi antiche, non si lasciano rubare la scena, ma tentano sempre e irresistibilmente di imporsi all’attenzione dell’opinione pubblica e di tutta la società civile. Oggi ancora più di ieri.
Quello che spiace sottolineare è che nella nostra amata città, i cattivi propositi, nella maggior parte delle situazioni, presentano inesorabilmente la medesima firma.
Il partito della Fiamma Tricolore, che, come nella sua tradizione ormai più che decennale, ha fatto e fa della lotta alla mafia uno dei suoi cavalli di battaglia necessari per la creazione di una società in cui vi sia una qualche forma di giustizia, non solo sociale ma anche civile e penale, non può non esprimere il suo sconcerto per i gravissimi episodi che hanno turbato la tranquillità della comunità reggina.
Soprattutto l’esplosione di una bombola del gas di fronte all'ingresso della Procura Generale rappresenta un episodio oltremodo allarmate che supera di gran lunga, in pericolosità e intenti, gli eventi criminosi che hanno riguardato Reggio Calabria nei mesi precedenti. Ma, come è stato sottolineato dal Procuratore Generale, Salvatore Di Landro, questo ignobile attentato ha anche una forte valenza simbolica. Oltre alla pericolosità del gesto, arriva abbastanza chiaro, infatti, il messaggio o tentativo di intimidazione che gli uomini della ‘ndrangheta hanno voluto lanciare ai magistrati e agli inquirenti reggini proprio in un periodo in cui diversi procedimenti si stanno avviando alla conclusione. Quello che si è verificato intorno alle cinque di questa mattina rappresenta, sembra scontato sottolinearlo, probabilmente il proposito peggiore per iniziare il nuovo anno proprio sul fronte della lotta alla mafia in riferimento all’atteggiamento della criminalità organizzata.
Ma, forse, in questo clima che torna ad accendersi e a farsi teso e cupo, una nota positiva la si può scorgere. Il vile gesto realizzato contro le istituzioni è indice del fatto che la mafia ha avvertito molto chiaramente i pericoli ai quali è stata esposta negli ultimi anni a causa dell’azione degli uomini onesti del nostro Stato, tra arresti, sequestri e aggressioni ai patrimoni, e sta tentando di reagire cercando innanzitutto di intimidire proprio la parte onesta delle nostre istituzioni.
Il partito della Fiamma Tricolore, che ribadisce ancora una volta la sua totale vicinanza e il suo totale supporto ai magistrati e agli inquirenti reggini, è, però, consapevole che la lotta alla mafia è in primo luogo una questione, soprattutto in questo momento, non solo culturale e morale, ma anche politica. Anche nel mondo politico, pertanto, diventa necessario radunare ed incoraggiare sola ed esclusivamente la parte sana, onesta e coraggiosa, disposta a lottare per le ragioni del Sud e, quindi dell’Italia. E proprio in vista delle prossime elezioni regionali questo aspetto politico-morale non può essere messo in secondo piano in quanto rappresenta la condizione principale e irresistibile per dare un grande segnale di cambiamento e di rottura con il passato. Rottura che può essere testimoniata solo attraverso una profonda opera di rinnovamento politico che consenta di creare una nuova classe politica e dirigente che ponga finalmente fine alle ombre del passato, agli scandali politico-affaristici, alla compravendita di voti attraverso accordi con la mafia e alle collusioni con i cosiddetti poteri forti. S’impone, dunque, una superba e coraggiosa opera di allontanamento definitivo di tutti quei personaggi, dalla destra alla sinistra passando per il centro, che sono stati i protagonisti di decenni di scandali e mala politica calabrese.
E’ inutile girare intorno al problema. Proprio in questo momento di scontro tra mafia e istituzioni, il partito del Movimento Sociale ribadisce con forza che il primo passo per supportare la magistratura e le forze dell’ordine nella lotta alla mafia e, più in generale, ai poteri forti, è proprio questo indispensabile ricambio generazionale politico.
“Anno nuovo, vita nuova”, certo. Allora incominciamo da “persone nuove e politica nuova”. Questa è la sfida per il futuro. Perché sono le cattive persone i responsabili dello stato di degrado del Sud e dello strapotere della mafia.


Luigi Iacopino
Resp. Dipartimento Nazionale Antimafia
Destra Sociale -Fiamma Tricolore
Ultimo aggiornamento Domenica 03 Gennaio 2010 20:34
 
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